“3 gradi in più” e molto altro ancora

Quando nel 2009 ho acquistato con una stretta di mano un piccolo vigneto sulla Ruwer/Mosella, a seguito di un soggiorno più lungo e intenso durante la nostra “Primavera della Ruwer”, la festa dei vigneti della valle della Ruwer, il cambiamento climatico era sì noto in linea di principio, ma in fondo era ancora un tema marginale.

All’epoca la Ruwer “soffriva” per la rinomina da “Mosel-Saar-Ruwer” a semplicemente “Mosella”; i vignaioli di lunga esperienza smettevano, una giovane generazione di produttori non si vedeva all’orizzonte e i ripidi pendii restavano incolti. Eppure, quasi per sfida, le annate di Riesling sulla Ruwer miglioravano di anno in anno grazie a gradi Oechsle più elevati. Questo era, in sostanza, l’unico indizio percepibile del cambiamento climatico.

Oggi, nemmeno 15 anni (!) dopo, il mondo è cambiato. Il cambiamento climatico è IL tema centrale nella nostra società, nei media e – percepibile da tutti con temperature oltre i 40 °C in estate.

Al massimo 1,5 gradi di riscaldamento globale: questo obiettivo è stato formulato nel 2015 al vertice sul clima di Parigi. Da allora, però, è successo poco; anzi, le emissioni di CO2 sono continuate a crescere. Ricercatori internazionali hanno indicato un riscaldamento medio di 3 gradi come scenario realistico e lo hanno motivato scientificamente in molti studi. 3 gradi di riscaldamento medio significano un aumento di 6 gradi sulle masse terrestri – senza l’effetto mitigante dei mari.

Le conseguenze di un simile riscaldamento sarebbero catastrofiche. Nei principali ecosistemi del mondo si verificherebbero cambiamenti radicali. A causa delle trasformazioni, raggiungerebbero i rispettivi punti di non ritorno. L’evoluzione finora lineare dei sistemi si interromperebbe e si innescherebbe una reazione a catena inarrestabile, con conseguenze oggi inimmaginabili: le calotte polari si sciolgono, con un netto innalzamento del livello del mare; gli enormi suoli di permafrost della Siberia si scongelano e rilasciano migliaia di tonnellate di metano; i mari “surriscaldano”; fauna e flora cambiano in modo drastico; incombono perdite di raccolto.

“3 Gradi In Più” E Molto Altro Ancora

Il libro “3 gradi in più” a cura di Klaus Wiegandt affronta questo problema complesso attraverso i contributi di scienziati internazionali di altissimo livello. Oltre alle conseguenze drammatiche e agli impatti sulle persone, gli autori mostrano però anche – ancora oggi – possibili vie d’uscita.

Un libro davvero molto consigliato, non a caso è un bestseller di Spiegel!

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Denis Duhme – denis.duhme@future-wine.eu